App Immuni, c’è il via libera del Garante della privacy

La presidenza del Consiglio dei Ministri aveva chiesto ad Antonello Soro di esprimersi sul dispositivo di tracciamento dei contatti fra soggetti

Il Garante della privacy Antonello Soro ha dato parere favorevole sulla proposta normativa concernente il tracciamento dei contatti fra soggetti tramite una apposita app di contact tracing (“Immuni”) che si pone l’obiettivo di contrastare il Covid-19. L’utilizzo dell’applicazione è stato approvato nella giornata del 29 aprile dal Consiglio dei Ministri. Tutte le informazioni fornite sulla app verranno cancellate entro il 31 dicembre 2020. Presso il ministero della Salute, verrà istituita una piattaforma per il tracciamento dei contatti stretti tra i soggetti che installino, su base volontaria, l’applicazione per dispositivi di telefonia mobile. L’applicazione sarà complementare rispetto alle ordinarie modalità già in uso da parte del Servizio sanitario nazionale.

Il parere del Garante della privacy

La presidenza del Consiglio dei Ministri aveva chiesto all’Autorità garante di esprimersi sul dispositivo. Parere che è arrivato con esito positivo. Secondo il Garante, il sistema di contact tracing prefigurato non appare in contrasto con i principi di protezione dei dati personali in quanto “è previsto da una norma di legge sufficientemente dettagliata quanto ad articolazione del trattamento, tipologia di dati raccolti, garanzie accordate agli interessati, temporaneità della misura”. Inoltre il dispositivo “si fonda sull’adesione volontaria dell’interessato, escludendo ogni forma di condizionamento della determinazione individuale e, quindi, di disparità di trattamento basate sulla scelta di consentire o meno il tracciamento”.

Nel suo documento il Garante specifica che il provvedimento “è preordinato al perseguimento di fini di interesse pubblico indicati con sufficiente determinatezza ed escludendo il trattamento secondario dei dati così raccolti per fini diversi, salva la possibilità (nei termini generali previsti dal Regolamento) di utilizzo, in forma anonima o aggregata, a fini statistici o di ricerca scientifica”.

Il tracciamento, specifica Antonello Soro, si conforma al principio di trasparenza nei confronti dell’interessato, garantendone la dovuta informazione, inoltre “appare conforme ai principi di minimizzazione e ai criteri di privacy by design e by default, nella misura in cui prevede la raccolta dei soli dati di prossimità dei dispositivi, il loro trattamento in forma pseudonima, sempre che non sia possibile in forma del tutto anonima, escludendo il ricorso a dati di geolocalizzazione e limitandone la conservazione al tempo strettamente necessario ai fini del perseguimento dello scopo indicato, con cancellazione automatica alla scadenza del termine”.

FONTE: garanteprivacy.it

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