Attacco informatico con richiesta di riscatto in Italia, ma la risposta è negativa

L’intervento immediato della Polizia postale blocca la violazione dei dati. La presidente dell’azienda colpita: “Importante la formazione”

Nuovo attacco informatico a una azienda italiana. Nelle settimane scorse un’azienda bolognese è stata pesantemente colpita da un virus (un cryptolocker) capace di criptare diversi file chiave dell’azienda specializzata nella componentistica meccanica di precisione. La violazione, di tipo “ransomware”, mira a tenere in ostaggio dispositivi o dati chiedendo, in cambio della restituzione, un riscatto in Bitcoin. La cifra richiesta in questa circostanza è stata corposa: 2,4 milioni di euro (350 Bitcoin), lievitata poi a 3,5 milioni dopo l’annuncio della moneta virtuale di Facebook, Libra.

Il presidente e l’AD dell’azienda non sono comunque caduti nel tranello. Hanno risposto no al ricatto dei pirati informatici ed hanno immediatamente avvisato la Polizia postale. Quest’ultima, accertata la violazione, ha bloccato l’attacco attraverso adeguate azioni di bonifica.

La stessa presidente dell’azienda bolognese ha comunque tenuto a sottolineare quanto sia importante oggi la formazione e la protezione industriale dai rischi informatici.

“Non ci sono stati impatti su dati sensibili – ha sottolineato nella sede di Confindustria Emilia – ma le diverse sedi del Gruppo, dall’Europa all’Asia, hanno subito rallentamenti. Non escludiamo – ha concluso – che il fine dell’attacco sia stato anche usare noi come cavallo di Troia verso qualche cliente internazionale o qualche altra organizzazione”. 

Fonte: https://tg24.sky.it/cronaca/2019/07/03/attacco-informatico-hacker-azienda-bologna.html

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