Facebook nei guai, diverse app gli cedono dati sensibili

Un’inchiesta del Wall Street Journal mette sotto accusa il social network fondato da Mark Zuckerberg. Fornite informazioni su salute e fitness senza il consenso degli utenti

Un’inchiesta del Wall Street Journal mette nuovamente sotto accusa Facebook. Infatti, secondo il noto quotidiano newyorkese, il social network fondato da Mark Zuckerberg riceverebbe alcune app iOs per scopi pubblicitari ricche di dati sensibili e personali (come ad esempio il desiderio di maternità di alcune donne) senza che gli utenti coinvolti siano stati avvisati. In numeri casi, addirittura, non si tiene neanche conto dell’eventuale iscrizione o meno a Facebook delle persone spogliate delle proprie informazioni personali.

Tra gli esempi più evidenti, spicca quello relativo all’app “Instant Heart Rate: Hr Monitor”, molto famosa per il controllo della frequenza cardiaca che avrebbe inviato a Facebook migliaia di dati sul monitoraggio dei propri utenti. Altre applicazioni sotto la lente d’ingrandimento del Wall Street Journal come “Flo Period & Ovulation Tracker” (che vanta oltre 25 milioni di utenti attivi), avrebbero fornito a Facebook informazioni sul ciclo mestruale di diverse donne o le loro intenzioni di rimanere incinte.

Notizie a dir poco sensibili date in pasto a Facebook (che può quindi accedere a questi dati anche se non avviene un log-in) senza il consenso dei suoi protagonisti. Notizie che servono per analizzare i singoli profili degli utenti in modo da indirizzare annunci pubblicitari mirati.


Ma cosa si può fare per evitare tutto ciò?

A parte disinstallare le app “traditrici” prese in esame, combattere questo nemico apparentemente invisibile è praticamente impossibile. Se da una parte iOs dà la possibilità di bloccare determinate informazioni che le app non possono condividere, non si può in nessun modo fermare la diffusione dei dati riguardanti salute, fitness, gravidanza e ovulazione.

Facebook ha provato a difendersi da questa gravissima accusa diffidando gli sviluppatori dell’uso improprio dei propri strumenti di analisi e al tempo stesso ha chiesto alle app di bloccare l’invio di informazioni sensibili. Nel frattempo Apple sta già indagando per scoprire eventuali violazioni.
Ben 11 delle 70 app testate dal Wall Street Journal sono state scoperte ad inviare dati sensibili, sei di queste facevano parte della top 15 della categoria salute e fitness su Apple Store.
Insomma, una vera e propria bufera che probabilmente produrrà ulteriori sorprese e conseguenze di non poco conto.

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