Gdpr, i dipendenti ora
si sentono più al sicuro

Un report di Adp rivela un quadro incoraggiante sui lavoratori delle aziende europee. In Italia cresce la fiducia, ma si temono gli attacchi informatici

Rispetto al passato, i lavoratori italiani hanno più fiducia nella sicurezza dei loro dati gestiti in azienda. A dirlo è il report “ADP Workforce View in Europa 2019”. La società specialista mondiale in soluzioni di human capital management, a un anno esatto dall’entrata in vigore del Gdpr (il nuovo regolamento europeo sul trattamento e la protezione dei dati personali) ha intervistato oltre 10.000 dipendenti in tutta Europa, tra cui Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito e nella maggior parte dei casi è emerso un quadro incoraggiante (la crescita è del 9 per cento) per quanto riguarda l’affidabilità che viene manifestata verso i nuovi dispositivi di sicurezza.  

Prendendo in esame proprio l’Italia, il 60 per cento delle persone intervistate ha dichiarato di sentirsi sicuro sul fatto che i propri dati siano archiviati in modo responsabile dal datore di lavoro, con un aumento di nove punti percentuali rispetto a quanto registrato prima dell’entrata in vigore del Regolamento (passando quindi dal 51 al 60 per cento). Ma c’è un altro dato interessante: nel 2018 il 15 per cento dei lavoratori presi in esame sosteneva di non aver mai pensato ad un eventuale rischio sicurezza nella propria azienda, dato sceso nel 2019 di due punti (13 per cento). 

Va comunque detto che più di un quarto dei dipendenti (precisamente il 28 per cento) è ancora molto preoccupato della sicurezza dei propri dati personali, in special modo sul mancato controllo che loro stessi hanno sui dati archiviati (9,7 per cento). Un altro motivo di apprensione riguarda gli eventuali attacchi informatici o violazioni dei dati (10,8 per cento), effettivamente sempre più in crescita negli ultimi anni e difficili da contrastare. L’8,2 per cento teme infine che siano troppi i dati personali tenuti in azienda senza previo consenso.

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