Italia ascoltata, l’Edpb indaga su “Tik Tok”

Cinque mesi dopo la richiesta di intervento del Garante privacy italiano, il Comitato europeo per la protezione dei dati personali avvia una task force sul social network usato dai giovanissimi

Lo scorso mese di gennaio il Garante della privacy italiano Antonello Soro aveva chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, di attivare una specifica task force sui potenziali rischi per la privacy che pone il social networkTik Tok”, che consente di creare e condividere audio, video e immagini, usato da milioni di utenti, la maggior parte dei quali giovanissimi.

Cinque mesi dopo, l’Edpb ha deciso di ascoltare l’appello dell’Autorità italiana, avviando la procedura sulla gestione dei dati del social network cinese. Un’analisi a 360 gradi che si pone come obiettivo primario quello di verificare se sia stato rispettato finora il Regolamento sulla protezione dei dati personali (Gdpr), che vale per i dati di tutti i cittadini europei.

Il Garante italiano aveva sollecitato un intervento urgente dell’Edpb dopo aver ricevuto alcune segnalazioni in merito a possibili vulnerabilità dell’app “Tik Tok” per smartphone, segnalando inoltre che altre Autorità come l’Ico inglese e l’Ftc americana per lo stesso motivo avevano avviato indagini autonome. In special modo, Antonello Soro aveva chiesto “di procedere in maniera forte e coordinata, anche in considerazione della delicatezza e della rilevanza di questo tipo di piattaforme, rivolte soprattutto alle fasce di utenti più giovani”.

Va ricordato che già nel recente passato Olanda e Stati Uniti d’America avevano indagato su “Tik Tok” e sul trattamento dei dati appartenenti agli utenti più giovani da parte di Bytedance, il gruppo cinese che controlla l’app.

FONTE:
key4biz.it 
garanteprivacy.it

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