Lezioni a distanza su Zoom, rubate le password degli studenti

La piattaforma è stata presa d’assalto dai pirati informatici. Pubblicate in videocall anche immagini pornografiche, razziste e antisemite. Ecco cosa fare per non essere colpiti.

Com’è noto ormai da tempo, l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha portato alla chiusura delle scuole, ha aperto il campo alla didattica a distanza. Istituti e insegnanti hanno così iniziato, con non poche difficoltà, a produrre lezioni quotidiane con i loro alunni attraverso dispositivi digitali di vario genere. Uno dei più conosciuti è sicuramente Zoom (Zoom Video Communications), una piattaforma americana di servizi di conferenza remota che unisce videoconferenze, riunioni online e chat, molto utilizzata dalle più importanti istituzioni internazionali tra cui l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare.

Nei giorni scorsi, l’app è stata presa d’assalto dagli hacker che, approfittando delle lezioni a distanza, hanno violato la privacy di studenti e docenti di alcuni licei torinesi: password e profili social sono stati sottratti dai pirati informatici costringendo i diretti interessati a sospendere le lezioni e a disattivare la piattaforma.

Ma sono state numerose anche le segnalazioni di utenti che, collegati in videocall su Zoom, sono stati sommersi di immagini pornografiche o violente, e di messaggi razzisti e antisemiti. Una cosa simile si è verificata all’University of Texas: nel corso di una videoconferenza organizzata dall’Herman Sweatt Center for Black Males, in favore di studenti afroamericani, l’istituto ha subito un attacco sotto forma di immagini razziste. Su questa videnda l’FBI ha aperto un’inchiesta.

L’azienda americana Zoom, venuta a conoscenza dei problemi di sicurezza causati dalla propria app, ha semplicemente consigliato di creare password aggiuntive per entrare nelle cosiddette stanze virtuali della piattaforma. Per molti, però, questa non è una soluzione efficace e definitiva: se da una parte, infatti, le intrusioni “violente” di soggetti esterni saranno fermate, non si potrà fare lo stesso con la sottrazione di password e altri dati personali degli utenti.

FONTI:
repubblica.it;
tecnicadellascuola.it

Nell’attesa che si faccia maggiore chiarezza sulla situazione, il consiglio degli esperti, soprattutto in riferimento alle lezioni online, è quello di proteggere ogni lezione con una password, spuntando la casella Require meeting password. In questo modo Zoom creerà una sorta di “sala d’attesa” impendendo agli utenti non autorizzati di accedere alle stanze virtuali.

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