Ora gli hacker “attaccano” anche la pausa caffè

Secondo una ricerca di Avast Security, i pirati informatici riescono ad entrare facilmente nei dispositivi smart

I pirati informatici non conoscono limiti e fanno viaggiare (anche e soprattutto in rete) sempre di più la fantasia. Secondo una ricerca del gruppo Avast Security, le persone di tutto il mondo che non vogliono che le loro informazioni personali finiscano in mani sbagliate, da adesso in poi dovranno temere anche le rilassanti pause caffè. Ovviamente, a finire nel mirino dei ladri di dati sensibili sono i distributori connessi a dispositivi smart. Giusto per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, prodotti con algoritmo vocale come Amazon Alexa o Google Assistant se da un lato facilitano il compito delle persone nei più pratici atti quotidiani come la preparazione di un caffè, dall’altro possono mettere in pericolo la loro privacy in ogni istante della giornata.

Ma come è possibile tutto ciò?

Attraverso una semplice connessione, gli hacker riescono ad accedere ai sistemi interni di queste macchinette intelligenti (evidentemente non predisposte a difendersi dagli attacchi informatici), impadronendosi così di informazioni sensibili. Una volta individuata la falla nel sistema di sicurezza, i pirati accedono più o meno facilmente alla memoria dei dispositivi, ottenendo di conseguenza il controllo di pc, smartphone e tablet. Naturalmente, lo stesso rischio esiste anche per i televisori e le lampadine intelligenti. In questo caso i cybercriminali, accedendo alla rete Wi-Fi domestica, si impossessano dei dati senza nessun ostacolo.

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