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Voleva proteggere la privacy dei suoi alunni, sospeso e multato

Un insegnante elementare non ha voluto utilizzare il registro elettronico sul quale il Garante privacy non si è ancora pronunciato

Il diritto alla privacy è ancora oggetto di discussione e interpretazione e, in alcuni casi, può causare anche problemi seri a chi prova ad avanzare delle critiche costruttive. L’ultimo a farne le spese è stato un maestro elementare di 56 anni.

Andrea Scano, questo il nome dell’insegnante di una scuola di Cagliari, che nelle scorse settimane è stato sospeso per tre giorni dal suo Istituto con tanto di decurtazione dello stipendio. Ma cosa avrà fatto di tanto grave il maestro per meritare tale punizione? L’uomo si è semplicemente rifiutato di utilizzare il registro elettronico per riportarvi sopra i dati dei suoi alunni. Al suo posto ha chiesto il vecchio registro cartaceo, a suo avviso più sicuro. Un gesto, il suo, che puntava a proteggere i suoi allievi, i cui dati in questo modo sarebbero stati accessibili a tutti.

In realtà, come ha tenuto a precisare la Cobas scuola della Sardegna che si è subito schierata dalla parte dell’insegnante, attualmente la legge che ha istituito il registro elettronico non ha terminato il suo iter in quanto manca ancora il parere del Garante della privacy italiano. Di conseguenza non vi sarebbe alcun obbligo del rispetto della stessa.

Sempre secondo Cobas scuola, le società private che creano i software per i dati sensibili al momento non danno alcuna garanzia sulla riservatezza delle informazioni che vengono inserite sui registri elettronici.

Ma come si concluderà adesso questa vicenda?

In attesa che il Garante si esprima sulla validità del registro elettronico, l’insegnante sardo sarà costretto ad attendere il parere del giudice, il quale dovrà stabilire se la sospensione e la decurtazione dello stipendio sono regolari oppure no. Nell’attesa, il 56enne potrà consolarsi con l’affetto e la solidarietà che quasi tutti i genitori dei suoi allievi gli hanno manifestato.

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